Briciole datate

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4 settembre 2013.

Mi fermo a leggere in ogni angolo, a riempirmi di vite scritte, vite altrui e non m’interessa niente di chi mi guarda, di chi mi vede, non m’interessa niente.
Con tutti questi libri una cosa credo di averla capita: che l’amore non ha età. Ma non nel senso che la differenza d’età non conta, bensì che i rapporti amorosi sono pieni d’amore e basta. Sono egualmente immaturi o maturi a 20 o a 50 anni, magari a 35 sono contornati da una situazione più stabile per un piccolo dono, ma l’amore è indifferente, l’affetto che potrebbe ricevere un bebè è sempre amore.
Laura mi ha chiesto di scrivere di lontananza, qualsiasi cosa, ma quello è il tema. Io sono sempre fuori tema e se mi concentro, nonostante sia fuori casa da quasi 2 mesi, le parole per la lontananza non arrivano. Oppure si.
La lontananza la sento, quando si tratta di papà, quando sento Arabella dire “anche io vorrei un papà che…”, la respiro quando si parla di università, di futuro, che vedo terribilmente vicino e incredibilmente lontano. La lontananza la vedo, quando guardo il mare calmo, passeggiando sulla riva, quando il sole ha già abbandonato le spiagge ed è diventato esclusiva proprietà di altri lidi, più esposti, vedo la lontananza di quei luoghi, la lontananza esclusivamente fisica.
Ho percepito la lontananza delle anime quando quel treno è scivolato insieme ad una lacrima sulle mie guance, quando le strade si sono divise ed il “noi” è tornato un “io”, quando il “nostro” è diventato “mio”. Mia sorella è lontana, 10 metri da me vicino alla fontana di Cristoforo Colombo, 5 metri da me, sul cannone, quello dove ho anche io le foto da bambina, mi parla di un bambino che potrebbe essersi innamorato di lei, le lascio dire questa lunga parola perché non sono nessuno per poterlo negare. Mia sorella è ad 1 metro da me e io la vedo cresciuta, ogni giorno, più sveglia, più vispa, più autonoma, “Dolly andiamo? Non mi piace!” “Si amore” “cosa stai facendo?” “Scrivo” “allora restiamo, vado a giocare un po’ li mentre tu scrivi” e anche se adesso è a 20 metri la sento vicinissima, ha capito quello di cui avevo bisogno, il sangue che ci scorre nelle vene ci lega ad ogni distanza. Così, ho scelto di vivermela da vicino, di guardarla crescere accanto a me, sorridere anche se dovrà mettere l’apparecchio.
Vieni qui, stammi accanto, dormiamo assieme questa notte, stringimi, voglio sentire il tuo cuore nella mia schiena, battere nel mio, il tuo respiro inglobarsi nel mio, così che la tua aria sia anche la mia, prendo la tua forza e la tua vivacità, la tua gioia ed inconsapevolezza, la faccio mia e la conservo, non esiste lontananza quando c’è amore.

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