Al mio Miyagi personale, tanti auguri papà

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I genitori non sono perfetti.
Quando siamo piccoli riteniamo che debbano esserlo, lo pretendiamo, li compariamo con i genitori degli altri, ci offendiamo per le loro distrazioni, non comprendiamo i loro momenti di tristezza. Da piccoli il genitore è una figura mitologica, metà uomo, metà Dio, un jolly che possiamo giocarci anche 10 volte in una partita sola, un deus ex machina che ci raccoglie da terra nonostante abbiamo fatto proprio quello che ci era stato proibito di fare.
Con gli anni, l’esperienza, gli errori, una volta scoparsi i contrasti adolescenziali, le pretese e le incomprensioni, anche mamma e papà prendono forma, una forma meno divina e più umana. Dopo aver combinato una grande cazzata, dopo esserti sentita quello che hai sempre rimproverato ai tuoi, apri gli occhi e finalmente pensi “cazzo, ma sono umani anche loro”, da quel momento è tutto in discesa.
Ogni persona è fatta a modo suo, con i suoi pregi ed i suoi difetti, chiunque, anche chi ti ha messo al mondo con tutto l’impegno e la dedizione possibile, è un essere vivente con stimoli, paure, che cerca di dare il meglio per te, ma non sempre può riuscirci. Si può cambiare, ci si può migliorare, lo si può fare per i figli, ma è difficile a 20 anni farlo per se stessi, figurati a 40, dopo che già si sono scelte determinate vie, ci si è dati determinate risposte. Una volta messo in conto che sarà estremamente difficile cambiare il carattere di un adulto, lo si può imparare a conoscere, si può capire cosa pretendere e cosa no, quali sono i suoi lati migliori e quali invece davvero sono insopportabili, un figlio può anche capire fino a che punto può influire, fino a dove è giusto farlo, se ha senso.
Con tutte le carte in tavola, a quel punto e solo a quel punto, ci si può guardare allo specchio. Siamo il risultato di un’educazione, una passione, un’unione di pregi e di difetti. Non siamo nessuno per cambiare chi ci sta attorno, per porci nella posizione di giudici, ma possiamo scegliere per noi. Possiamo scegliere chi vogliamo essere, quanti pregi fare nostri e quanti difetti modellare e ridimensionare.
Io, oggi, ho scelto.
Ho scelto tutti i pregi di mamma, tutti quelli di papà e tutti i miei difetti.
Oppure sono stata semplicemente baciata dalla fortuna perché oggi, alla stupida età di 22 anni, mi sento tutto il buono che c’è nei miei genitori.
Oggi è il compleanno del mio papà, mi ha detto che è invecchiato, sono qui a migliaia di km di distanza, non posso nemmeno abbracciarlo un pochino e dirgli che è ancora un bel marcantonio, ma sono sicura che sia fiero di me e di se stesso, per la bimba che ha cresciuto, spero che sia un regalo sufficientemente grande, grande come quello che ha fatto a me.
In questi mesi ho ricevuto tanti messaggi che mi hanno lusingata, messaggi di chi mi chiedeva come facessi, messaggi di chi mi diceva che sono un esempio, messaggi esagerati, parole sincere.
Sono una persona coraggiosa perchè il mio papà non si è buttato quando a 3 anni mi si è tolto un bracciolo e rischiavo di annegare, invece ho imparato a nuotare.
Sono una persona che pensa di poter fare tutto da sola, senza bisogno di aiuto perché il mio papà mi mandava a fare la spesa al mare, a 4 anni, come se nulla fosse.
Sono una persona puntuale, non negli appuntamenti, ma nella vita, una persona che corre e vuole sempre arrivare prima perché il mio papà mi ha mandata a scuola a 4 anni, quando gli altri ne avevano 6.
Sono una persona che pensa al futuro perché papà mi ha sempre detto di vivere alla giornata, ricordandomi però che se domani avrò la sfiga di essere viva, dovrò fare i conti con quello che ho combinato oggi.
Sono una persona che osserva molto perché con papà, quando andiamo al ristorante, origliamo e creiamo una storia attorno a tutti i personaggi della sala.
Sono una persona curiosa, perché davanti ad ogni porta papà ha sempre detto “entriamo”.
Sono una persona impulsiva, perché papà era sempre pronto, sotto gli scogli di Santa, a prendermi al volo.
Sono una persona aperta e solare, con la faccia come il culo, che parlerebbe anche con i muri, con la battuta sempre pronta, un po’ permalosa, che pensa a mille soluzioni ancor prima di esporre i problemi, che non si lascia prendere dal panico, ma che si fa rispettare sempre, perché così è il mio papà.
Sono una tuttofare, perché papà sa fare tutto.
Sono una persona che s’incazza poco, ma quando s’incazza davvero è per un motivo valido e si vede, si sente, perché così è il mio papà.
Sono una viaggiatrice incallita, perche questa è la natura del mio papà, una persona che in ogni angolo del pianeta ha un posto in cui sentirsi a casa, uno zingaro, un cittadino del mondo.
Sono una persona piena di idee, creativa, che vuole sentire suo quello che sta facendo, che vuole lasciare un’impronta, perché così è il mio papà.
Sono una persona disubbidiente, che rispetta solo le regole che condivide, perché quando mamma mi aveva proibito di andare al concerto dei Gemelli Diversi papà mi ci ha portata di nascosto.
Sono un animale da stadio, perché da bambina invece di andare al parco la domenica si guardava il gran premio, la moto GP, la partita e solo dopo si usciva a mangiare.
Sono un amante del cibo, del buon cibo, perché è sempre stata una gran bella scusa per incontrarsi, trovarsi, ritrovarsi.
Sono un po’ incosciente, perché quando un mercoledì sera qualunque le porte del Natal Palli erano aperte, papà ha accostato e 3 bambine sono scese in campo come nel giardino di casa.
Sono una persona apparentemente apatica, un po’ egoista ed arida di sentimenti, perché nonostante la socialità e l’assenza di pudore, le emozioni sono ben nascoste, chiuse, sotto strati di risate e consigli per gli altri, perché così è il mio papà.
Sono capace di sorprendermi e stupirmi, perché papà ancora oggi lo fa come un bambino, ammirando i piccoli gesti ed i grandi spettacoli del mondo.
Sono una persona spericolata, perché papà non ha mai rispettato i limiti.
Sono una persona che rischia, perché papà ha sempre dimostrato di credere nell’umanità, nel prossimo, con una gran selezione al momento di scegliere chi avere vicino, ma con una grande fiducia di fondo.
Mi piace rendere felici le persone, mi piace circondarmi di persone felici, mi piace che le persone siano felici con me e m’intestardisco se qualcuno al mio fianco spreca la sua vita, il suo tempo, non lo sfrutta, non lo ama, perché così è il mio papà.
Ho scelto deliberatamente di lasciare a lui il suo disordine, la sua poca memoria per le scadenze, la volatilità, la testardaggine.
Mi manca tutta la sua cultura, la sua grande empatia, la sua capacità di piacere a chiunque ed allo stesso tempo di sbattersene i coglioni di chi gli sta sulle balle, nonostante la cosa non sia ricambiata. Mi manca la sua pazienza, quella che ha con tutte noi, la sua tolleranza, la sua forza, la sua riservatezza, la sua capacità di non lamentarsi mai. Mi manca il suo spirito di sacrificio, la sua praticità.
Ma più di tutto mi manca un “ciao bimba” con le sue mani grandi, il suo sorriso dolce e morbido, a bocca chiusa, che spinge con gli angoli della bocca gli zigomi verso i suoi occhioni azzurri.
Tanti auguri al mio compagno di viaggio preferito, a colui che mi ha insegnato l’amore ed il rispetto per le persone, per le cose, per la natura, per il tempo, per me stessa e per la vita.
Tanti auguri papà.

 

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