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Tra città e finzione

“Cos’è
questa gente nuova, quando la conosci veramente? E’ la solita gente
vecchia mascherata. Non ha proprio niente di nuovo. E’ gente.” E andrete
in città piene di speranza, poi porterete i vestiti a mamma da lavare,
mangerete al ristorante, non saprete orientarvi e tornerete nel week
end, voi e la speranza, perché alla fine la campagna vi mancherà.

Non importa dove siate, le persone che si vestono male, che non si
lavano, maleducate, ignoranti, superficiali, cattive, incompetenti,
invadenti, snob, le troverete anche in città. Se sarete tristi ci sarà
avvilimento, se sarete felici gioia, ma non sarà una tristezza meno
amara, non sarà un’allegria più dolce.
Vi mancherà essere sulla
bocca di tutti, la vostra parola in capitolo, il vostro posto prenotato,
la vivacità di un saluto ricorrente, i tramonti a lungo Po, vi mancherà
sentirvi osservate, conoscere, sapere. “In città sei Nessuno” mi aveva
detto e solo ora ho conosciuto Nessuno.
E avrete voglia di scappare
anche da lì, anche dalla città ideale, perché sono gli umani che hanno
necessità di cambiare aria, più delle piante, più dei letti al mattino.
Quindi vi prego, vivete ogni giorno del vostro liceo con tranquillità,
date tempo al tempo, quando sarà ora dell’università vi trasferitere,
forse.
E comunque, se avessi sempre vissuto nella città dei miei sogni, desidererei altro.
Non importa dove siate, l’importante è con chi.
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Tempo al tempo

Ho visto Parigi illuminata solo dall’attesa del Natale. Ho visto Madrid, ad agosto, con gli indignados e il calore che solo gli spagnoli possono metterci. Ho visto Atene, nel pieno della crisi. Ho visto Roma, con il caldo torrido di fine luglio e con il fresco piacevole di fine inverno. Ho visto Berlino e anche il cielo era grigio. Ho visto Milano, imponente. Ho visto Firenze e credevo di essere tornata indietro nel tempo. Ho visto Venezia, con il suo profumo di mare ad ogni angolo. Ho visto Pisa, Torino, Monza, Genova, Brescia, Cervinia, Verbania, Viverone, Santa, Portofino, San Fruttuoso, Camogli, San Rocco, La Spezia, le Cinque Terre, Rapallo, Varese, Treviso, Verona, Urbino, Rimini, Orvieto, Nizza, Cannes, Montecarlo, Barcellona, Toledo, Valencia…E ho sognato di vivere in ogniuno di questi posti.
Ora vedo il riflesso del sole che tramonta sulle pareti di casa, le nuvole dietro torre Santo Stefano, che è illuminata di verde, anche se c’è ancora troppa luce per vederlo bene.
Sono solo a Casale Monferrato, sta suonando il microonde, la pasta al forno è calda.
Forse aveva ragione Leoparti quando ringraziava dentro di se quella siepe, è bello immaginare, l’immaginazione a volte è più bella e forte della realtà, ma apro la finestra e lascio entrare l’aria fresca, fingo di non pensare di respirare amianto e sono contenta: è qui che devo stare, adesso.
La voglia di evadere, di andarsene…abbiamo tutta la vita per scappare, per cambiare casa, amici, abitudini, città, reputazione.
Per ora mi godo la tranquillità, la noia, la monotonia, che sta a noi cambiare. Magari è qui che si vedono i grandi uomini, nelle piccole città di campagna, come Recanati, quelli che guardano oltre, aspettano il loro turno, trovano il tutto nel piccolo, il tanto nel nulla, così.
Ho voglia di scrivere, oggi è un bel giorno.

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Tell me why

Little talks – Of monsters and men

Perché?
E’ difficile trovare dei perché, a volte facile, ma dopo un po’ finiscono, allora ho deciso di provarci. Ti ho detto una bugia: non sto ripassando filosofia, ma voglio farti un elenco. Nei temi ai bambini dicono sempre di non elencare, ma sono una bimba ribelle.
Forse non dovrei aumentare così il tuo ego, S, e invece lo faccio.

Sei fantastico perché sopporti i miei sbalzi d’umore e io sono davvero lunatica.
Sei fantastico perché quando divento molesta stai al gioco.
Sei fantastico perché sei geloso solo quando ne vale davvero la pena.
Sei fantastico perché quando vuoi una cosa la ottieni.
Sei fantastico perché sai farmi stare al mio posto.
Sei fantastico perché ti sei impuntato e non mi porterai a guidare finché non avrò il foglio rosa.
Sei fantastico perché ami la mia pazzia.
Sei fantastico perché quando ci sono io guardi solo me, con le orecchie o con gli occhi.
Sei fantastico perché hai preso a calci la scalella della mia casetta d’evasione, ma non te lo ricordi, perché non volevi.
Sei fantastico perché cerchi sempre di darmi il massimo, anche se a volte te lo dimentichi.
Sei fantastico perché vuoi il meglio per me.
Sei fantastico perché sei sempre in ritardo così io sembro meno ritardataria di quel che sono.
Sei fantastico perché quando sono più in ritardo del tuo ritardo mi tieni il muso per 4 nanosecondi, ma è un muso convincente.
Sei fantastico perché quando canti Ormai sei nel mondo dei grandi, sii grande anche telo fai con la faccia da sedicenne.
Sei fantastico perché solo una volta mi hai fatta tornare a casa triste, ma non volevi.
Sei fantastico perché sai chiedere scusa.
Sei fantastico perché mi dici sempre quello che pensi.
Sei fantastico perché lo fai senza alzare la voce, anche se sei arrabbiato.
Sei fantastico perché sei anche sensibile.
Sei fantastico perché non hai mai un minuto libero, ma per me sì.
Sei fantastico perché hai un cuore grande, mascherato dalla determinazione.
Sei fantastico perché hai voglia di cambiare sempre in meglio.
Sei fantastico perché non mi fai mai sentire sola.
Sei fantastico perché mi lasci i biscotti, anche se poi ingrasso.
Sei fantastico perché prendi il the alla pesca anche se vorresti tanto una cochina.
Sei fantastico perché non t’intenerisci ai miei occhi dolci, ma li ami.
Sei fantastico perché hai una rughetta d’espressione che sottolinea il tuo sorriso.
Sei fantastico perché fai quello che vuoi.
Sei fantastico perché mi appoggi nelle mie esagerazioni.
Sei fantastico perché credi in me.
Sei fantastico perché vuoi che sia la migliore.
Sei fantastico perché mi dici «prima la scuola!»
Sei fantastico perché ti stupirai di quest’elenco e sorriderai come quando parli di Donatello rock.
Sei fantastico perché assomigli al sole, anche se hai i capelli e gli occhi scuri.
Sei fantastico perché sei magro e sento subito il tuo cuore.
Sei fantastico perché vieni a messa con me e hai voglia di rallegrare il progetto messa.
Sei fantastico perché non mi scrivi il buongiorno solo per non svegliarmi.
Sei fantastico perché prendi il treno per me e con me.
Sei fantastico perché a volte ti ricordi le cose stupide e non quelle importanti.
Sei fantastico perché ti stupisci della mia memoria.
Sei fantastico perché conservi i baci.
Sei fantastico perché mi hai insegnato a fare le curve strette.
Sei fantastico perché anche se sono pesante mi tieni in braccio.
Sei fantastico perché mi parli quando sei fuori dal camerino.
Sei fantastico perché guardi la Juve con me e un po’ la tifi, anche se te ne vergogni, perché vuoi vedermi felice.
Sei fantastico perché dividi le schedine con me.
Sei fantastico perché mi lasci parlare fino all’esaurimento.
Sei fantastico perché sai dividerti in mille, con il mio aiuto.
Sei fantastico perché ti piace il cielo, la sabbia e il mare, come a me.
Sei fantastico perché quando ti arrabbi con qualcuno aspetti di salire in macchina per sfogarti con me.
Sei fantastico perché sei anche il mio migliore amico.
Sei fantastico perché mi fai fare tante foto finché non siamo perfetti, anche se non ti piaci mai abbastanza.
Sei fantastico perché sei dolce al punto giusto, da quando non ti sforzi più.
Sei fantastico perché mi baci sulla guancia.
Sei fantastico perché non ti lamenti dei miei occhiali.
Sei fantastico perché non commenti mai il mio abbigliamento, esagerato o da scuola.
Sei fantastico perché ami le parole proprio come me.
Sei fantastico perché vorresti che realizzassi i miei sogni.
Sei fantastico perché mi consigli.
Sei fantastico perché discuti con me solo la tua tesi.
Sei fantastico perché non ti sei ancora stancato di leggere troppi motivi per cui sei fantastico.
Sei fantastico perché…lo stacco di coscia delle russe è un ottimo motivo per essere preso a schiaffi.
Sei fantastico perché provi quello che provo io per Milano.
Sei fantastico perché ti butti.
Sei fantastico perché non ti vergogni.
Sei fantastico perché sei fiero di me.
Sei fantastico perché mi sostieni.
Sei fantastico perché sai amare il silenzio, anche se devi ancora lavorarci.
Sei fantastico perché sei consapevole dei tuoi limiti e delle tue potenzialità.
Sei fantastico perché fai scegliere a me le canzoni del CD da mettere in macchina.
Sei fantastico perché non ripeti mai le stesse cose.
Sei fantastico perché sai che capisco alla prima.
Sei fantastico perché vuoi viaggiare con me.
Sei fantastico perché fai le smorfie quando ti tocco l’ombelico e i capelli, ma solo in alto.
Sei fantastico perché giochi alle scenette con me.
Sei fantastico perché hai le superga di tutti i colori e fai il fiocchetto dietro alla linguetta che si vede palesemente, ma non t’interessa.
Sei fantastico perché prendi il fiordilatte per viziarmi.
Sei fantastico perché da quando sei al mio fianco mi sento una persona migliore.
Sei fantastico perché mi dai tutta la serenità di cui ho bisogno.
Sei fantastico perché guardi avanti.
Sei fantastico perché mi ammonisci quando suono il clacson.
Sei fantastico perché fai le piroette quando mi abbracci.
Sei fantastico perché non sai litigare con me e non me ne dai mai occasione.
Sei fantastico perché i miei fogli ti spaventano, ma non me lo dai a vedere.
Sei fantastico perché non vuoi farmi mangiare la pizza da mozzona.
Sei fantastico perché mi tratti da principessa.
Sei fantastico perché ti stringi dentro la gioia.
Sei fantastico perché tieni da conto tutto.
Sei fantastico perché non te ne vai se non me ne vado io.
Sei fantastico perché ti piace la pizza come piace a me.
Sei fantastico perché non bevi il latte, ma la pepsi, quindi non ci ruberemo mai niente.
Sei fantastico perché mi fai sentire unica.
Sei fantastico perché compri le felpe tutte uguali, solo di colori diversi.
Sei fantastico perché hai i miei gusti.
Sei fantastico perché sei da 30 e lode con me.
Sei fantastico perché non ti sei mai fatto bocciare, quasi.
Sei fantastico perché hai finito la triennale.
Sei fantastico perché fai sempre centro e non solo con la maglia azzurro puffo dei Milf.
Sei fantastico perché mi guardi alzando il mento, strizzando gli occhi e allora so che sei felice.
Sei fantastico perché hai una foto coperdina ridicola, come me.
Sei fantastico perché ti piacciono le scritte nella sabbia.
Sei fantastico perché non metti le mutande al posto del costume.
Sei fantastico perché vuoi imparare a sciare, questo l’ho deciso io.
Sei fantastico perché non sei abbastanza consapevole di quando tu sia fantastico.
Sei fantastico perché sei bello.
Sei fantastico perché sai farti amare dai bambini.
Sei fantastico perché sei paziente.
Sei fantastico perché hai le mani grandi.
Sei fantastico perché non fai lavori manuali, ma lavi benissimo la macchina.
Sei fantastico perché fai amicizia con i nigga che vendono gli occhiali da sole, come me.
Sei fantastico perché t’imbarazzi e abbassi le sopracciglia arricciando il naso in maniera divertente.
Sei fantastico perché quando saluti con la mano ti pieghi in avanti, tenendo il corpo indietro e io rido sempre.
Sei fantastico perché valorizzi il mio sorriso.
Sei fantastico e mi fa male il polso, ma potrei continuare ancora, perché…
Sei fantastico e ti ringrazio, sei fantastico e sono orgogliosa di te, sei fantastico e sono fiera di te.
Grazie S.

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Il monotono traffico milanese

Saltellando tra un’incertezza e l’altra, in ottima compagnia, aspetto.
Penso a te in coda da Luini e alle corse affannate in metrò, perché non uso il tram come mia madre? Mentre ti guardo ordinare la pizza non so che oggi, un mese dopo, mi sarei ritrovata a pensare al modo in cui ritiravi le monetine nel portafogli, il modo goffo con cui cercavi di non perdere lo scontrino.
La naturalezza con la quale si attraversa la strada è pari allo scatto automatico di quando senti arrivare la metropolitana e sei ancora sulle scale, sembrano tutti pazzi suicidi.
Spingi, «attenta alla borsa», che puzza, «chiuditi che c’è corrente», le scale mobili non funzionano, «ogni passo è un rassodamento» e poi sei fuori, catapultata nel tran tran pomeridiano di piazza Duomo, non fai in tempo a girarti che già ti travolge. Mi risuonano in testa le voci di mamma e papà della domenica mattina, appena usciti dall’autostrada per andare al lago dalla nonna: «da queste cave hanno preso il marmo, l’hanno fatto scendere lungo tutto il Toce, fino ai navigli, poi con tutta la dedizione dei lavoratori milanesi, hanno costruito il Duomo, sì quello che piace a te bimba…». E già sei in mezzo a 14 foto, in 6 lingue diverse ti chiedono di spostarti, ma non c’è verso, non posso perdermi questo momento.
Quando esco dalla metro in piazza Duomo per una manciata di secondi perdo la percezione di me stessa, di quello che mi sta attorno, tutto è più ovattato, leggero, caldo. Come potrei sognare un futuro diverso?
E su e giù per i negozi, è una guerra fredda, senza pietà, chi primo arriva…
Giusto il tempo di un respiro ed è ora, correre, saltare, come dice il papà di C «Milano è una giostra che gira continuamente, o salti e prendi il giro o sarai sempre indietro».
Il treno è in ritardo, trenitalia è così, ci da la possibilità di guardarci attorno ancora un po’,  di baciarci ancora per qualche minuto, di prendere un caffè, un giornale, d’innervosirci nell’attesa e di allietarci nel tragitto.
Ho poche certezze sul futuro, siamo in macchina che cerchiamo idee, non sembrano mai abbastanza, anche se in realtà ne vorrei una sola, non ci possiamo ancora sposare S, è troppo presto, ma è un’altra idea.
Ma una ce l’ho, una sola, più che un’idea è una fissazione, un sogno, una voglia, un capriccio: «mamma voglio andare sulle giostre!».

Baustelle – Un romantico a Milano

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Per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri 100

 

Perché quando sbatti i vestiti non cadono anche i capelli?
All’alba delle 6a.m. mi sdraio nel letto, soddisfatta. Ho ancora il sapore
della schiuma in bocca, il sapore del divertimento, dei sorrisi, delle canzoni
a squarciagola, dell’acqua salata, della crema calda appena uscita dal forno.
Il cielo si sta schiarendo, chi si sveglia e chi va a dormire. Un messaggio
della buonanotte che mi scalda il cuore e ciao.
Le 13 invece sono un ottimo orario per svegliarsi, con il pranzo da preparare,
la camera da mettere a posto e le idee da riordinare. Entra troppo sole dalla
finestra ed è troppo tardi per sentire profumo di focaccia, ma il pavimento è
caldo e la casa già viva, la strada già rumorosa, la tv accesa. Alex Schwarz e
la sua telecronaca tra lacrime e rimorsi, continuano a riproporla, con il suo
duplice effetto di non far morire la notizia e di fare tenerezza, che peso
possono avere certi errori, un momento di debolezza o di sclero che paghi per
tutta la vita. Ma tra una settimana un’altra notizia coprirà questa, la catena
degli eventi.
Cesara Buonamici ricorda a tutti che domani è San Lorenzo, mi viene in mente
Jovanotti e inizio a cantare, sento la voce di A che ripete “ogni parola per
lei è una canzone, uff” e alzo il tono di voce. Qual è la mia classifica dei
desideri? Cosa vorrei di più dalla vita? Quando troverò questa risposta giuro
che la smetterò di scrivere, ma per ora rimango lontana dalla soluzione e non è
nemmeno un male.
è tardi, è ora di andare in spiaggia, come ogni giovedì sarà esilarante vedere
le facce stanche e sconvolte dalla serata, come ogni giovedì ci sarà da ridere
per i racconti fantastici di avventure esilaranti che ci siamo perse l’una
dell’altra, come ogni giovedì risate sguaiate e frecciatine all’aria. La
serenità di un’estate che vorrei potesse non finire mai.
Che ne direste se quest’anno fosse estate sempre? Dentro però! Potrebbe essere
un desiderio, subito dopo ai capelli che cadono mentre sbatto i vestiti
ovviamente.
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It’s the summer state of mind

Sono gli odori del mare quelli che mi fanno impazzire, il profumo di brioches che aleggia in piazza alle 3 di mattina, la focaccia appena sfornata che viaggia col vento.
Sono i rumori del mare quelli che mi fanno impazzire, il camioncino del latte che vince le leggi della fisica, le giostrine dietro l’angolo che mettono di buon umore, le onde, i motorini strombazzanti, le voci squillanti.
Sono le persone del mare quelle che mi fanno impazzire, cotte a puntino e dimenticate, distrutte e perfette, firmate e sfatte, tranquille e adagiate.
Sono i sorrisi del mare che mi fanno impazzire, cosi tranquilli e veri, cosi pieni e felici, senza nessuna preoccupazione prendono la residenza sui volti di chi non dovrebbe permettersi di lamentarsi per niente, di chi è troppo fortunato.
Sono quei sorrisi, quelli degli uomini di mezza età in passeggiata, che corrono insieme a me alle 7 di sera, appena scende il sole, che mi riempiono, sorrisi faticosi, ma pieni.
E’ questa Santa per me: la palese dimostrazione che l’estate sia uno stato d’animo e non solo una stagione.

David Homyk ft. John Homyk – Summer state of mind

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L’umanità al Santa Beach

Nella tranquillità della prima fila al Santa beach, dei red hot e della brezza estiva mi rendo conto di quale fantastica specie sia l’umanità. Siamo tutti cosi diversi e terribilmente uguali. Non posso fare a meno di guardare.
Quei bambini in mare sono cosi dolci, il bagnino che li controlla troppo professionale, N era meglio.
Dovrei andare in canoa, ma oggi passo, magari nuoto, mi ha detto che ho un fisico fantastico, posso sentirmi bene.
La doccia si apre dall’altra parte signora, attenta, i sassi scottano.
Ehi tu, non tirartela troppo, se prendi quel sassolino sulla passerella rotoli e ti strappi.
Ops, un i phone annegato che va a fare compagnia ai ricci di mare, che vittime della tecnologia.
Parti convinto, inizi a remare, anche se sono pagaie, ma dopo 10 metri molli già, tanto la corrente ti spinge non si sa dove, ma va bene lo stesso, è estate. E’ estate, va bene tutto, prendiamo tutto, non perdiamoci niente, che strana stagione, si vive di pomeriggio e di notte, si vive alla giornata, 9 luglio, ancora due mesi ad 1 metro da terra, va bene tutto, prendiamo tutto, è estate.Ehi, quella la conosco, com’è cresciuta, ormai è fidanzata da 1 anno, pensare a quanto era cretina prima fa ridere, che soddisfazione vedere le persone crescere.
Red Hot Chili Peppers – Doser

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Lettera alla monotonia

Ore 3:27, con il sottofondo musicale di una madre un po’ fulminata, prendo i miei cereali ed inizio così uno dei miei progetti estivi. Domani, cioè oggi, tra un po’ di ore, parto: solita Santa Margherita Ligure, ma soffermandomi bene potrebbe mancarmi questa monotonia. G mi dice ‘sei bella, scrivi’, riciclando mie frasi e io lo prendo alla lettera, mi sento bella e ho voglia di scrivere, certo non sono troppo lucida per iniziare con le parole giuste, ma prima o poi bisogna cominciare.
Ho un resoconto di quest’anno: non ho alcun rimorso, ho dato il massimo, anche quando non è bastato e sono soddisfatta dei risultati, ho capito la differenza tra amicizia e opportunismo, mi sono circondata di persone che amo e nonostante tutto lotterò per loro.
Ho imparato che i sentimenti cambiano, che le storie, anche le più belle, vere e profonde, come iniziano, finiscono.
Tra 4 ore mi sveglierò per rovesciare l’armadio in valigia, sarà una lotta. Chiudo in valigia l’ennesimo anno, le ennesime persone che egoisticamente lascio ad aspettarmi per due mesi, chiudo me stessa e la mia vita casalese che metto in standby, la monotonia e le abitudini, chiudo i miei peluches e le mie ossessioni.
Parto e non ne ho mai avuto così tanto bisogno, parto e non vedrò L per due mesi, parto e sono pronta ad arricchirmi ancora, parto e non voglio più pensare a quest’anno appena passato, ma al presente e al futuro.
Perché il tempismo è tutto nella vita, S dovrebbe dirlo a G.
Buonanotte, quella che fugge.
Simple Plan ft.Sean Paul – Summer paradise

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