
Cuaderno de viaje – dia 22
sapore strano, il risveglio, la rinascita, uscire dal bozzolo,
spaccare il guscio. E’ un settembre in miniatura, che si ripresenta
imperterrito tutte le settimane, puzza di fine estate e profuma di
nuove avventure. Anche se sembra “solo un altro lunedì”, è
“solo” un altro giorno in cui abbiamo la palla in mano. Un’occasione per far prendere aria ai denti, mentre giocano con gli zigomi.
soleggiato e caldo, ho dimenticato gli auricolari a casa, quindi
canticchio in silenzio, con il testo di “Le cose che abbiamo in
comune”, sotto al naso. La intono con la grinta e la genuinità di Chiara, alle audizioni di The voice, perché mi piace pure più di
Silvestri. La metro se ne frega di me.
strane, tutte sorridenti, tutte apparentemente sconnesse ed in realtà
collegate, come Youtube, che mi mette Einaudi in mezzo a cantautrici
italiane ancora troppo poco conosciute.
viaggio di ritorno da Lione, in autobus, quando aprendo la playlist
di un ragazzino ho trovato i Baustelle, Le Luci, gli Afterhours, I cani… ed
in lui un nuovo amico.
per sorridere, con l’ennesima conferma che basti pochissimo… per
essere felici.
presto e sono già a casa, a scofanarmi un bel piatto di pasta al
ragù, quella che Lorenzo pretendeva di mangiare in un ristorante
tipico di Malaga e mi ha costretto a comprare al supermercato. Il
ragù non sa di ragù, il parmigiano ce lo siamo giocati, ma la pasta sa di pasta, oh se sa di pasta! Si adagia tra i denti che è un piacere… e lascia quel retrogusto
di casa che mi tiene compagnia finché non viene spazzolato e
sostituito con il dentifricio.
riascoltare ininterrottamente Chiara Dello Iacovo , mi accompagna pure
in bagno e fa da eco ad un messaggio sul gruppo “Colleghe” che mi
rammenta dove fossi un anno fa… solo un anno fa, ne sono passate così tante in mezzo, così tanta vita che sembra un ricordo lontano, invece se ci penso bene, se chiudo gli occhi, sento ancora il sole caldo sulle braccia e l’aria di mare nelle narici.
in una città non mia, con delle colleghe spensierate e sorridenti,
tutte con accenti diversi, assolutamente coscienti della merda che ci
sia nel mondo, ma che per una notte hanno deciso di fregarsene
altamente e ridono, ridono di cuore, ridono di gusto, ridono e non ci
pensano, scolpendo nel mio di cuore, un ricordo stupendo ed
indelebile.
ieri e non c’è niente che non ripeterei.
condividere, ma la cosa più importante è lasciare un bel ricordo.
cuore anche a distanza di mesi, di anni, un ricordo di cui non
pentirsi mai, ma da tenere stretto, da custodire, un ricordo che ci
faccia pensare “sì, ero proprio felice”. Felice e fortunata…
quello che abbiamo tra le mani, di tutta la fortuna che ci passa tra
le dita, di quella che lasciamo cadere, perché non riusciamo a fare
altrimenti, come quando proviamo a trattenere l’acqua della
fontanella, ma in realtà ne beviamo meno di quanta ne perdiamo.
più.
la fontana, fregarsene di sembrare stupidi, matti, poco igienici,
infantili e non sprecare nemmeno una goccia d’acqua, strozzarsi e
riderci su.
settembre, mentre il mondo gira e non è importante quello che accade
ad ogni singolo esserino, io confermo la mia opinione sulla vita:
preferisco strozzarmi che sprecare l’acqua.
felici.
Io, nel dubbio, continuo a santificare
ogni giorno di questo Erasmus, compresi i lunedì.








