Come noi nessuno mai

Da quando mamma mi diceva per la prima volta “saluta il mare, digli che ci vediamo l’anno prossimo” sono passati 19 anni, eppure non ho ancora imparato a non piangere il giorno in cui devo partire da Santa.
Più o meno quello che succede in tutte quelle occasioni in cui non vorresti andare e poi la situazione si evolve in maniera tale da desiderare di non tornare più.
Questa vacanza dura da tutta la vita ed ogni volta è la stessa storia.
Quando eravamo ragazzine contavamo i giorni, passavamo l’ultima settimana ad anteporre il termine “ultimo” davanti ad ogni azione. “Ultima partita a carte” “ultimo gelato” “ultima serata agli scogli” “ultimo bagno”. Ricordo l’Ipod di Elena e le canzoni dei Finley nelle orecchie, lacrime e sangue.
Poi ci siamo evoluti “ultimo Covo” “ma dai che ci vediamo alla Vogue” “quando sei a Milano scrivi” “cosa facciamo a Capodanno?”…
Ma siamo sempre noi. La stessa solfa. La stessa storia.
Amici di una vita, new entry, amici di una settimana, amici di amici, amici di una sera.
Sarà che ogni anno che passa diventiamo sempre più grandi, sempre più autonomi, sempre più liberi di viaggiare e ci spostiamo, siamo passati da 3 mesi a Santa, a 2 a 1 a qualche settimana, cerchiamo gli incastri perfetti, i periodi giusti, le occasioni… ma ogni volta è la stessa storia. Non c’è mai paragone.
La Valletta, 9.30 Simonetti, 10.00 Baretto, casa Bonzano in pre serata, scroccare piscine, il compleanno di Lavi, i braccialetti, i gavettoni a ferragosto, il Covo, Garibaldi, la revival, le carte, le gare di tintarella, i mercoledì a tema, gli scandali interni, limoni e litigate, l’organizzazione che non è mai troppa, la voglia di fare che non è mai abbastanza, i motorini, le pizze d’asporto, “Non succederà più”, il carnevale, i genitori di tutti, i ricordi leggendari, le persone sparite, le promesse, le cene a casa Airaghi, i tavoli balzati, Tiziano Ferro random, i temporali estivi, la barca di Ele, la terrazza di Ele, i bagni di notte, “te ne devi andare” e “oddio l’hanno messa”, i concerti privati a casa Mainardi, miss Santa, il Miami, i gradoni, cantare a squarciagola in qualsiasi occasione, farsi riconoscere sempre, le cene a Portofino, gli aperitivi, la campanella delle 4 e i bomboloni del Claudio, Pier fisicato, metal slug e puzzle bobble, calcetto e ping pong, 2 ore di attesa dopo il bagno, Elena con il braccio rotto, il ciambellone, intrufolarsi nelle cucine, i MiGames, il Just Wine, la famiglia Bonelli, le mie sorelline, i divanetti, il set fotografico, sorelle e fratelli, le coppie nate e scoppiate, i contatti internazionali…
Potrei continuare per ore.
Cosa c’è di strano?
Emozioni estive, emozioni da vacanza, ma emozioni solo nostre, impercettibili.
Un anno in giro per il mondo, ognuno nel suo, per poi ritrovarsi, come se nulla fosse cambiato, nel nostro habitat, nella nostra casa, come ogni famiglia che si rispetti.
Perché non c’è mai stato paragone e mai ci sarà. Grazie a tutti, belli, brutti e farabutti.
Vi voglio bene.

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Per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri 100

 

Perché quando sbatti i vestiti non cadono anche i capelli?
All’alba delle 6a.m. mi sdraio nel letto, soddisfatta. Ho ancora il sapore
della schiuma in bocca, il sapore del divertimento, dei sorrisi, delle canzoni
a squarciagola, dell’acqua salata, della crema calda appena uscita dal forno.
Il cielo si sta schiarendo, chi si sveglia e chi va a dormire. Un messaggio
della buonanotte che mi scalda il cuore e ciao.
Le 13 invece sono un ottimo orario per svegliarsi, con il pranzo da preparare,
la camera da mettere a posto e le idee da riordinare. Entra troppo sole dalla
finestra ed è troppo tardi per sentire profumo di focaccia, ma il pavimento è
caldo e la casa già viva, la strada già rumorosa, la tv accesa. Alex Schwarz e
la sua telecronaca tra lacrime e rimorsi, continuano a riproporla, con il suo
duplice effetto di non far morire la notizia e di fare tenerezza, che peso
possono avere certi errori, un momento di debolezza o di sclero che paghi per
tutta la vita. Ma tra una settimana un’altra notizia coprirà questa, la catena
degli eventi.
Cesara Buonamici ricorda a tutti che domani è San Lorenzo, mi viene in mente
Jovanotti e inizio a cantare, sento la voce di A che ripete “ogni parola per
lei è una canzone, uff” e alzo il tono di voce. Qual è la mia classifica dei
desideri? Cosa vorrei di più dalla vita? Quando troverò questa risposta giuro
che la smetterò di scrivere, ma per ora rimango lontana dalla soluzione e non è
nemmeno un male.
è tardi, è ora di andare in spiaggia, come ogni giovedì sarà esilarante vedere
le facce stanche e sconvolte dalla serata, come ogni giovedì ci sarà da ridere
per i racconti fantastici di avventure esilaranti che ci siamo perse l’una
dell’altra, come ogni giovedì risate sguaiate e frecciatine all’aria. La
serenità di un’estate che vorrei potesse non finire mai.
Che ne direste se quest’anno fosse estate sempre? Dentro però! Potrebbe essere
un desiderio, subito dopo ai capelli che cadono mentre sbatto i vestiti
ovviamente.
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It’s the summer state of mind

Sono gli odori del mare quelli che mi fanno impazzire, il profumo di brioches che aleggia in piazza alle 3 di mattina, la focaccia appena sfornata che viaggia col vento.
Sono i rumori del mare quelli che mi fanno impazzire, il camioncino del latte che vince le leggi della fisica, le giostrine dietro l’angolo che mettono di buon umore, le onde, i motorini strombazzanti, le voci squillanti.
Sono le persone del mare quelle che mi fanno impazzire, cotte a puntino e dimenticate, distrutte e perfette, firmate e sfatte, tranquille e adagiate.
Sono i sorrisi del mare che mi fanno impazzire, cosi tranquilli e veri, cosi pieni e felici, senza nessuna preoccupazione prendono la residenza sui volti di chi non dovrebbe permettersi di lamentarsi per niente, di chi è troppo fortunato.
Sono quei sorrisi, quelli degli uomini di mezza età in passeggiata, che corrono insieme a me alle 7 di sera, appena scende il sole, che mi riempiono, sorrisi faticosi, ma pieni.
E’ questa Santa per me: la palese dimostrazione che l’estate sia uno stato d’animo e non solo una stagione.

David Homyk ft. John Homyk – Summer state of mind

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L’umanità al Santa Beach

Nella tranquillità della prima fila al Santa beach, dei red hot e della brezza estiva mi rendo conto di quale fantastica specie sia l’umanità. Siamo tutti cosi diversi e terribilmente uguali. Non posso fare a meno di guardare.
Quei bambini in mare sono cosi dolci, il bagnino che li controlla troppo professionale, N era meglio.
Dovrei andare in canoa, ma oggi passo, magari nuoto, mi ha detto che ho un fisico fantastico, posso sentirmi bene.
La doccia si apre dall’altra parte signora, attenta, i sassi scottano.
Ehi tu, non tirartela troppo, se prendi quel sassolino sulla passerella rotoli e ti strappi.
Ops, un i phone annegato che va a fare compagnia ai ricci di mare, che vittime della tecnologia.
Parti convinto, inizi a remare, anche se sono pagaie, ma dopo 10 metri molli già, tanto la corrente ti spinge non si sa dove, ma va bene lo stesso, è estate. E’ estate, va bene tutto, prendiamo tutto, non perdiamoci niente, che strana stagione, si vive di pomeriggio e di notte, si vive alla giornata, 9 luglio, ancora due mesi ad 1 metro da terra, va bene tutto, prendiamo tutto, è estate.Ehi, quella la conosco, com’è cresciuta, ormai è fidanzata da 1 anno, pensare a quanto era cretina prima fa ridere, che soddisfazione vedere le persone crescere.
Red Hot Chili Peppers – Doser

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Lettera alla monotonia

Ore 3:27, con il sottofondo musicale di una madre un po’ fulminata, prendo i miei cereali ed inizio così uno dei miei progetti estivi. Domani, cioè oggi, tra un po’ di ore, parto: solita Santa Margherita Ligure, ma soffermandomi bene potrebbe mancarmi questa monotonia. G mi dice ‘sei bella, scrivi’, riciclando mie frasi e io lo prendo alla lettera, mi sento bella e ho voglia di scrivere, certo non sono troppo lucida per iniziare con le parole giuste, ma prima o poi bisogna cominciare.
Ho un resoconto di quest’anno: non ho alcun rimorso, ho dato il massimo, anche quando non è bastato e sono soddisfatta dei risultati, ho capito la differenza tra amicizia e opportunismo, mi sono circondata di persone che amo e nonostante tutto lotterò per loro.
Ho imparato che i sentimenti cambiano, che le storie, anche le più belle, vere e profonde, come iniziano, finiscono.
Tra 4 ore mi sveglierò per rovesciare l’armadio in valigia, sarà una lotta. Chiudo in valigia l’ennesimo anno, le ennesime persone che egoisticamente lascio ad aspettarmi per due mesi, chiudo me stessa e la mia vita casalese che metto in standby, la monotonia e le abitudini, chiudo i miei peluches e le mie ossessioni.
Parto e non ne ho mai avuto così tanto bisogno, parto e non vedrò L per due mesi, parto e sono pronta ad arricchirmi ancora, parto e non voglio più pensare a quest’anno appena passato, ma al presente e al futuro.
Perché il tempismo è tutto nella vita, S dovrebbe dirlo a G.
Buonanotte, quella che fugge.
Simple Plan ft.Sean Paul – Summer paradise

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