Da Varadero, dopo aver baciato ed abbracciato Yami e la sua famiglia, abbiamo preso la cara vecchia camioneta e tra un posto di blocco e l’altro abbiamo preso il bus per Viñales.
Ci siamo fissate con una serie. Forse non è positivo in viaggio, magari bisognerebbe guardare fuori dal finestrino, approfittarne per dormire, conoscere il vicino dell’autobus, ma la strada è lunga e anche il vicino dorme, russa, ci dà le chiappe, quindi ben venga Reddington e sua figlia (è sua figlia vero? No spoiler).
Arrivate nel paesino ad attenderci nella pizza principale ci sono decine di persone con cartelli in mano, sono foto delle loro case, nomi di persone, qualcuno ha anche i nostri, o pensa di averli “Lisi e Doralisi de Italia”. Scese dell’autobus veniamo totalmente investite da questa folla e mi metto finalmente nei panni delle rock star assalite dai fan. Vorrei poter dormire in ognuna di queste case per non deludere nessuno, per dargli qualcosa, per non vedere quella faccia triste di chi ti dice “si sì dicono tutti così e poi non vengono”. Il viaggio era stato lungo, avevo solo voglia di pranzare e prendere online la casa.
Il miglior arroz con frijoles della storia mi diede il giusto impulso. Via!
Dopo una settimana a Cuba ormai non ci frega più nessuno, sappiamo i trucchi del mestiere, non prenotiamo nessun tour e aspettiamo che la nostra proprietaria di casa faccia i magheggi. Coltivazioni di tabacco, sigari, cavalcate, un giretto tra curvas e Belvedere, nel totale relax. Del resto Viñales sono due vie circondate dalla natura, non c’è molto di cui preoccuparsi.
Ci siamo affezionate ad un ristorante con menù completo a 2CUC, si chiama Los Angeles e ci vedrà li per colazione, pranzo e cena fino ad intristirai alla notizia della nostra partenza.
Purtroppo l’ultimo giorno è arrivata l’annunciata corrente d’aria fredda dal nord e piove a dirotto, niente cayo Judios per questa volta. Essendo sabato ci regalano però una super serata di paese con salsa e paesani che non ha nulla da invidiare a qualsiasi sagra del Monferrato. Frank m’insegna qualche passo, l’importante è lasciarsi andare, ascoltare la musica e godersela. Probabilmente sono orribile da vedere, ma che problema c’è? Siamo a Cuba, bisogna bere piña colada, fumare sigari e ballare salsa. Di cosa ci possiamo lamentare?
Prometto che alla fine di questo viaggio anche Ale inizierà a ballare, è una missione personale.
Buonanotte Cuba.
