Viscerale

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E mentre i mozzi abbandonano la nave, il capitano va giù con lei. E mentre tutti dormono chiudo il libro e m’infilo le cuffie, sembra già di essere in Italia con questi campi verdi e il cielo finalmente azzurro. Ci sono una moltitudine di strani odori, strani versi, rumori diversi. La gita è finita, andate in pace, era l’ultima gita al liceo della vostra vita, l’ultima gita da bambini irresponsabili e affidati a qualcuno, l’ultima comoda, economica e sicura per mamma e papà. Qualcuno si è svegliato, il film è quasi finito e provo una strana sensazione di piacere. Con tutto questo verde penso a pasquetta, ai vari lunedì agli ottotigli, chissà cosa farò quest’anno. Va bene lo stesso no? Spero solo che non piova davvero, perché di pioggia ne ho vista un po’ troppa, ora cerco il caldo. Con una t shirt stranamente bucata di aber, ad esibire i miei sfoghi, cerco il caldo. Si è svegliata qualcun’altra, beve, che facce stanche, sembriamo tutti così animali appena svegli, ci strofiniamo a secco come i gatti, cerchiamo sempre qualcosa, chissà cosa, chissà quando si trova. È bello leggere gli stessi libri, pensare a te che rifletti sulle stesse parole sulle quali sto riflettendo io ora. Chissà in che modo. Non abbiamo una nostra canzone, ci pensavo ora, è bellissimo poterti trovare in una canzone qualsiasi. Ora lo so, nel mio curriculum potrei scrivere: 

viscerale.

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