Volendo

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E si capisce dai regali, comprati in aeroporto, con il resto del caffè, forse per sbarazzarsi delle monetine. E si capisce dall’elemosina dei solitari, non dalla mancia. E si capisce dai silenzi. Si capisce dagli occhi, dalla calma con cui ti muovi, dalla frenesia, dall’altezza dei tuoi salti, di gioia, si capisce. Si capisce dal tono della voce, dalla velocità con cui mastichi, dai passi, da quanto tempo dedichi ad una fotografia, dagli occhi chiusi, dalla fiducia con cui attraversi la strada con le macchine ancora in corsa. Da una carezza, lanciata o curata, dall’intensità dei tuoi sorrisi. Si capisce se sai quale libro comprare a qualcuno, se non hai dubbi. Si capisce con un respiro. Si capisce dalla forza con cui dici “ti amo”, con lo stesso impegno con il quale sposteresti un grattacielo. Si percepisce dalla pelle d’oca, dai rumori della cannuccia, dalle unghie mangiate o curate, dai capelli legati o sciolti, da come reagisci davanti ad un paesaggio mozzafiato, si capisce. Si capisce dal volume dell’Ipod, si sente. Si vede quando piove. Si capisce, non con l’età, non con il tempo, ma in un attimo. Fulmineo, rapido, incisivo, un attimo immobile.

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