E’ bello sì, quando si è in due

E’ bello l’amore, quando dopo un film che ti ha fatta piangere, hai voglia di sentire solo una persona, è dolce.
Un’altra cosa bella sono le mani delle madri, quando invecchiano, e prendono la forma dell’età, del numero di carezze date.
Una cosa brutta invece è la consapevolezza dei manifesti funebri, quando uno sopra all’altro, con il calore, si piegano sugli angoli e si alzano, muovendosi al passare del vento.
E’ bello sentirsi a casa, tra il tuo braccio ed il tuo collo, con la mia spalla sotto la tua ascella e la mia testa, poggiata sulla tua spalla, con la tua mano sull’altra spalla e la ninna nanna dei nostri respiri.
E’ brutto dormire da sola quando si ha paura dei mostri.
E’ strano addormentarsi in compagnia e svegliarsi da sola, ma questo non è brutto, è solo particolare.
Un’altra cosa brutta è la lontananza, quando nessuno fa un passo verso l’altro per avvicinarsi, quando in ogni passo si nota un tornaconto, si dubita.
Una cosa bellissima è Arabella, quando torno, che apre la porta e mi aspetta, mi guarda salire le scale, mi abbraccia e mi dice “sei tornata”. E non posso fare altro che commuovermi.
Da quando sono andata via “casa” è un termine strano, che fa eco nella mia testa, che va virgolettato, come la principessa sa fare.
Il flusso di coscienza non è forse il mezzo migliore, ma a voi che ve ne frega?
E allora domani mi sveglio presto, e porto la principessa a scuola, me ne frego delle otto ore canoniche, me ne frego se non sorge il sole.
Forse ci siamo.
Buonanotte, buona notte.

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Volendo

E si capisce dai regali, comprati in aeroporto, con il resto del caffè, forse per sbarazzarsi delle monetine. E si capisce dall’elemosina dei solitari, non dalla mancia. E si capisce dai silenzi. Si capisce dagli occhi, dalla calma con cui ti muovi, dalla frenesia, dall’altezza dei tuoi salti, di gioia, si capisce. Si capisce dal tono della voce, dalla velocità con cui mastichi, dai passi, da quanto tempo dedichi ad una fotografia, dagli occhi chiusi, dalla fiducia con cui attraversi la strada con le macchine ancora in corsa. Da una carezza, lanciata o curata, dall’intensità dei tuoi sorrisi. Si capisce se sai quale libro comprare a qualcuno, se non hai dubbi. Si capisce con un respiro. Si capisce dalla forza con cui dici “ti amo”, con lo stesso impegno con il quale sposteresti un grattacielo. Si percepisce dalla pelle d’oca, dai rumori della cannuccia, dalle unghie mangiate o curate, dai capelli legati o sciolti, da come reagisci davanti ad un paesaggio mozzafiato, si capisce. Si capisce dal volume dell’Ipod, si sente. Si vede quando piove. Si capisce, non con l’età, non con il tempo, ma in un attimo. Fulmineo, rapido, incisivo, un attimo immobile.

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Truly Madly Deeply

Chissà se hai letto il messaggio, chissà cosa pensi inserendo le chiavi nella serratura. Sei soddisfatto? Hai visto la luna stasera? Hai provato a contare le stelle? Hai corso in mezzo al parcheggio solo perché ti andava? Prova a spegnere la luce e ad ascoltare i suoni del mondo. Cosa senti? Credi davvero sia tutto qui?

Io credo che un po’, alla fine, non avesse ragione Ax. A volte mi sembra un po’ una comica, un dramma, un horror, un romanzo, questa vita. Una cosa è certa: imprevedibile.
E ho capito il valore di un respiro, di uno solo, sognando di essere in riva al mare, a pieni polmoni. E tanto basta.
Rimetto la canzone dall’inizio. Ho voglia di stare con me.
Quanto può essere luminosa quella sfera bianca volante? Incredibile. Il bello di natura Kantiano.
Che paura. Sei felice? Prova a scrivere “soldi” nella barra Cerca dei messaggi, dimmi poi quante cartelle vedi. Ora scrivi “felicità” e sentiti male, oppure sentiti una grande persona. Dipende da te.
Dipende quasi sempre da noi e fino a li non c’è da preoccuparsi.
Non so scrivere bene e sicuramente, per quanto mi piacesse, il tema ruoterà sempre attorno al 7. Un mulino.
Buonanotte amore, grazie per oggi anche a te.
A volte per aprire gli occhi non basta sentire la sveglia ed alzarsi, la mattina.
Adios.
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Sei il mio fazzoletto quando sono raffreddata, l’areosol quando ho mal di gola, il Mc menu quando ho voglia di porcherie, la vittoria settimanale della mia Juve quando ho bisogno di tabù, il mio sorriso quando sono in lacrime, la mia forza quando sono avvilita, sei una canzone romantica quando ci baciamo, sei il post più bello quando ho bisogno di scrivere, sei la pioggia quando piove, il vento quando c’è vento, la foschia quando c’è nebbia, sei ossigeno quando corro in pista, sei il piumino quando fa freddo, sei la giostra quando ho voglia di divertirmi, sei Milano quando necessito di futuro, sei mare quando serve relax, sei un libro quando non è ancora ora di dormire, ma il letto è invitante, sei crema quando le mani iniziano a rovinarsi per il freddo, sei il correttore quando mi sveglio con le occhiaie, sei i bisocotti con il latte, la mattina, quando l’unica cosa che mi da forza di alzarmi è la colazione, sei la Vuitton più capiente per tutti i miei sfoghi, sei silenzio quando le mie orecchie non sanno ascoltare, sei supporto quando i miei occhi chiedono aiuto, sei la mia coscienza quando urlo, sei il sale nella pasta, lo zucchero nella torta, sei assenza presente, sorriso perenne, dolcezza indecente. Ma soprattutto sei tu, così, solamente.

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Cappuccino domenicale

Bon Iver – Blindsided

I desegni che fa il latte con il caffè, sono così rilassanti. Mi farò piacere il cappuccino, non sarà difficile. Come ci facciamo piacere le persone, solo per giustificare le nostre scelte, così farò con il cappuccino.
Oggi ho scoperto Bon Iver e non ho più voglia di far tacere le mie mani.
Scrivo per esigenza, esigenza di liberazione, di espressione, di apprezzamento. Scrivo perché credo sia una delle mie migliori abilità. Scrivo e le parole che ho nella testa di gettano sulla tastiera, nelle dita, sulla penna, nella carta. Scrivo e ci metto coraggio, passione e tutta me stessa, ma solo perché non saprei fare altrimenti. Quando scrivo non c’è una via di mezzo, mi spalanco. Le parole sono un’arma e, io ci credo ancora, sono la più potente.
Ora come ora sono sicura e ne ho la prova, poche persone sanno apprezzarle veramente. Molti oramai sanno leggerle, sentirle. Ma tra leggere e capire, tra sentire e ascoltare c’è troppa differenza. E me ne accorgo quando ascolto troppo, alcune volte sarebbe carino non capire, estraniarsi, non ricordare.

La domenica mattina mi sveglio all’ora di pranzo, ma mi piace troppo la colazione, quindi non ci rinuncio. Oggi è una giornata soleggiata e i raggi entravano tra le fessure della finestra, l’aria è fredda, ma il sole è caldo e la sensazione è piacevole, ti senti accarezzata, dolcemente.
La domenica è tranquilla e silenziosa, bisogna imparare ad apprezzarla di più.
Tranquilla come te, quando entri nei miei pensieri e ti fai piccolo piccolo ad invadermi.
Domani è lunedì e sarà un giorno frenetico, oggi il sole ci mette le mani tra i capelli, non c’è niente di cui lamentarsi, non c’è niente da aspettare, il cappuccino si raffredda.
Ti porterò le brioches, faremo colazione insieme, disegneremo sul cappuccino il nostro amore, lo leggeremo sul fondo della tazzina, rimarrà, come quel fondo che non riesci a bere, nemmeno se scavi insistentemente con il cucchiaino: resterà, sempre.

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Tell me why

Little talks – Of monsters and men

Perché?
E’ difficile trovare dei perché, a volte facile, ma dopo un po’ finiscono, allora ho deciso di provarci. Ti ho detto una bugia: non sto ripassando filosofia, ma voglio farti un elenco. Nei temi ai bambini dicono sempre di non elencare, ma sono una bimba ribelle.
Forse non dovrei aumentare così il tuo ego, S, e invece lo faccio.

Sei fantastico perché sopporti i miei sbalzi d’umore e io sono davvero lunatica.
Sei fantastico perché quando divento molesta stai al gioco.
Sei fantastico perché sei geloso solo quando ne vale davvero la pena.
Sei fantastico perché quando vuoi una cosa la ottieni.
Sei fantastico perché sai farmi stare al mio posto.
Sei fantastico perché ti sei impuntato e non mi porterai a guidare finché non avrò il foglio rosa.
Sei fantastico perché ami la mia pazzia.
Sei fantastico perché quando ci sono io guardi solo me, con le orecchie o con gli occhi.
Sei fantastico perché hai preso a calci la scalella della mia casetta d’evasione, ma non te lo ricordi, perché non volevi.
Sei fantastico perché cerchi sempre di darmi il massimo, anche se a volte te lo dimentichi.
Sei fantastico perché vuoi il meglio per me.
Sei fantastico perché sei sempre in ritardo così io sembro meno ritardataria di quel che sono.
Sei fantastico perché quando sono più in ritardo del tuo ritardo mi tieni il muso per 4 nanosecondi, ma è un muso convincente.
Sei fantastico perché quando canti Ormai sei nel mondo dei grandi, sii grande anche telo fai con la faccia da sedicenne.
Sei fantastico perché solo una volta mi hai fatta tornare a casa triste, ma non volevi.
Sei fantastico perché sai chiedere scusa.
Sei fantastico perché mi dici sempre quello che pensi.
Sei fantastico perché lo fai senza alzare la voce, anche se sei arrabbiato.
Sei fantastico perché sei anche sensibile.
Sei fantastico perché non hai mai un minuto libero, ma per me sì.
Sei fantastico perché hai un cuore grande, mascherato dalla determinazione.
Sei fantastico perché hai voglia di cambiare sempre in meglio.
Sei fantastico perché non mi fai mai sentire sola.
Sei fantastico perché mi lasci i biscotti, anche se poi ingrasso.
Sei fantastico perché prendi il the alla pesca anche se vorresti tanto una cochina.
Sei fantastico perché non t’intenerisci ai miei occhi dolci, ma li ami.
Sei fantastico perché hai una rughetta d’espressione che sottolinea il tuo sorriso.
Sei fantastico perché fai quello che vuoi.
Sei fantastico perché mi appoggi nelle mie esagerazioni.
Sei fantastico perché credi in me.
Sei fantastico perché vuoi che sia la migliore.
Sei fantastico perché mi dici «prima la scuola!»
Sei fantastico perché ti stupirai di quest’elenco e sorriderai come quando parli di Donatello rock.
Sei fantastico perché assomigli al sole, anche se hai i capelli e gli occhi scuri.
Sei fantastico perché sei magro e sento subito il tuo cuore.
Sei fantastico perché vieni a messa con me e hai voglia di rallegrare il progetto messa.
Sei fantastico perché non mi scrivi il buongiorno solo per non svegliarmi.
Sei fantastico perché prendi il treno per me e con me.
Sei fantastico perché a volte ti ricordi le cose stupide e non quelle importanti.
Sei fantastico perché ti stupisci della mia memoria.
Sei fantastico perché conservi i baci.
Sei fantastico perché mi hai insegnato a fare le curve strette.
Sei fantastico perché anche se sono pesante mi tieni in braccio.
Sei fantastico perché mi parli quando sei fuori dal camerino.
Sei fantastico perché guardi la Juve con me e un po’ la tifi, anche se te ne vergogni, perché vuoi vedermi felice.
Sei fantastico perché dividi le schedine con me.
Sei fantastico perché mi lasci parlare fino all’esaurimento.
Sei fantastico perché sai dividerti in mille, con il mio aiuto.
Sei fantastico perché ti piace il cielo, la sabbia e il mare, come a me.
Sei fantastico perché quando ti arrabbi con qualcuno aspetti di salire in macchina per sfogarti con me.
Sei fantastico perché sei anche il mio migliore amico.
Sei fantastico perché mi fai fare tante foto finché non siamo perfetti, anche se non ti piaci mai abbastanza.
Sei fantastico perché sei dolce al punto giusto, da quando non ti sforzi più.
Sei fantastico perché mi baci sulla guancia.
Sei fantastico perché non ti lamenti dei miei occhiali.
Sei fantastico perché non commenti mai il mio abbigliamento, esagerato o da scuola.
Sei fantastico perché ami le parole proprio come me.
Sei fantastico perché vorresti che realizzassi i miei sogni.
Sei fantastico perché mi consigli.
Sei fantastico perché discuti con me solo la tua tesi.
Sei fantastico perché non ti sei ancora stancato di leggere troppi motivi per cui sei fantastico.
Sei fantastico perché…lo stacco di coscia delle russe è un ottimo motivo per essere preso a schiaffi.
Sei fantastico perché provi quello che provo io per Milano.
Sei fantastico perché ti butti.
Sei fantastico perché non ti vergogni.
Sei fantastico perché sei fiero di me.
Sei fantastico perché mi sostieni.
Sei fantastico perché sai amare il silenzio, anche se devi ancora lavorarci.
Sei fantastico perché sei consapevole dei tuoi limiti e delle tue potenzialità.
Sei fantastico perché fai scegliere a me le canzoni del CD da mettere in macchina.
Sei fantastico perché non ripeti mai le stesse cose.
Sei fantastico perché sai che capisco alla prima.
Sei fantastico perché vuoi viaggiare con me.
Sei fantastico perché fai le smorfie quando ti tocco l’ombelico e i capelli, ma solo in alto.
Sei fantastico perché giochi alle scenette con me.
Sei fantastico perché hai le superga di tutti i colori e fai il fiocchetto dietro alla linguetta che si vede palesemente, ma non t’interessa.
Sei fantastico perché prendi il fiordilatte per viziarmi.
Sei fantastico perché da quando sei al mio fianco mi sento una persona migliore.
Sei fantastico perché mi dai tutta la serenità di cui ho bisogno.
Sei fantastico perché guardi avanti.
Sei fantastico perché mi ammonisci quando suono il clacson.
Sei fantastico perché fai le piroette quando mi abbracci.
Sei fantastico perché non sai litigare con me e non me ne dai mai occasione.
Sei fantastico perché i miei fogli ti spaventano, ma non me lo dai a vedere.
Sei fantastico perché non vuoi farmi mangiare la pizza da mozzona.
Sei fantastico perché mi tratti da principessa.
Sei fantastico perché ti stringi dentro la gioia.
Sei fantastico perché tieni da conto tutto.
Sei fantastico perché non te ne vai se non me ne vado io.
Sei fantastico perché ti piace la pizza come piace a me.
Sei fantastico perché non bevi il latte, ma la pepsi, quindi non ci ruberemo mai niente.
Sei fantastico perché mi fai sentire unica.
Sei fantastico perché compri le felpe tutte uguali, solo di colori diversi.
Sei fantastico perché hai i miei gusti.
Sei fantastico perché sei da 30 e lode con me.
Sei fantastico perché non ti sei mai fatto bocciare, quasi.
Sei fantastico perché hai finito la triennale.
Sei fantastico perché fai sempre centro e non solo con la maglia azzurro puffo dei Milf.
Sei fantastico perché mi guardi alzando il mento, strizzando gli occhi e allora so che sei felice.
Sei fantastico perché hai una foto coperdina ridicola, come me.
Sei fantastico perché ti piacciono le scritte nella sabbia.
Sei fantastico perché non metti le mutande al posto del costume.
Sei fantastico perché vuoi imparare a sciare, questo l’ho deciso io.
Sei fantastico perché non sei abbastanza consapevole di quando tu sia fantastico.
Sei fantastico perché sei bello.
Sei fantastico perché sai farti amare dai bambini.
Sei fantastico perché sei paziente.
Sei fantastico perché hai le mani grandi.
Sei fantastico perché non fai lavori manuali, ma lavi benissimo la macchina.
Sei fantastico perché fai amicizia con i nigga che vendono gli occhiali da sole, come me.
Sei fantastico perché t’imbarazzi e abbassi le sopracciglia arricciando il naso in maniera divertente.
Sei fantastico perché quando saluti con la mano ti pieghi in avanti, tenendo il corpo indietro e io rido sempre.
Sei fantastico perché valorizzi il mio sorriso.
Sei fantastico e mi fa male il polso, ma potrei continuare ancora, perché…
Sei fantastico e ti ringrazio, sei fantastico e sono orgogliosa di te, sei fantastico e sono fiera di te.
Grazie S.

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Il monotono traffico milanese

Saltellando tra un’incertezza e l’altra, in ottima compagnia, aspetto.
Penso a te in coda da Luini e alle corse affannate in metrò, perché non uso il tram come mia madre? Mentre ti guardo ordinare la pizza non so che oggi, un mese dopo, mi sarei ritrovata a pensare al modo in cui ritiravi le monetine nel portafogli, il modo goffo con cui cercavi di non perdere lo scontrino.
La naturalezza con la quale si attraversa la strada è pari allo scatto automatico di quando senti arrivare la metropolitana e sei ancora sulle scale, sembrano tutti pazzi suicidi.
Spingi, «attenta alla borsa», che puzza, «chiuditi che c’è corrente», le scale mobili non funzionano, «ogni passo è un rassodamento» e poi sei fuori, catapultata nel tran tran pomeridiano di piazza Duomo, non fai in tempo a girarti che già ti travolge. Mi risuonano in testa le voci di mamma e papà della domenica mattina, appena usciti dall’autostrada per andare al lago dalla nonna: «da queste cave hanno preso il marmo, l’hanno fatto scendere lungo tutto il Toce, fino ai navigli, poi con tutta la dedizione dei lavoratori milanesi, hanno costruito il Duomo, sì quello che piace a te bimba…». E già sei in mezzo a 14 foto, in 6 lingue diverse ti chiedono di spostarti, ma non c’è verso, non posso perdermi questo momento.
Quando esco dalla metro in piazza Duomo per una manciata di secondi perdo la percezione di me stessa, di quello che mi sta attorno, tutto è più ovattato, leggero, caldo. Come potrei sognare un futuro diverso?
E su e giù per i negozi, è una guerra fredda, senza pietà, chi primo arriva…
Giusto il tempo di un respiro ed è ora, correre, saltare, come dice il papà di C «Milano è una giostra che gira continuamente, o salti e prendi il giro o sarai sempre indietro».
Il treno è in ritardo, trenitalia è così, ci da la possibilità di guardarci attorno ancora un po’,  di baciarci ancora per qualche minuto, di prendere un caffè, un giornale, d’innervosirci nell’attesa e di allietarci nel tragitto.
Ho poche certezze sul futuro, siamo in macchina che cerchiamo idee, non sembrano mai abbastanza, anche se in realtà ne vorrei una sola, non ci possiamo ancora sposare S, è troppo presto, ma è un’altra idea.
Ma una ce l’ho, una sola, più che un’idea è una fissazione, un sogno, una voglia, un capriccio: «mamma voglio andare sulle giostre!».

Baustelle – Un romantico a Milano

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