Buon viaggio

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Il cielo è cristallino, di un azzurro puro ed innocente, come non vedevo da molto. Mentre Fede cambia continuamente canzone in radio, io penso che certe anime meritino una giornata di sole per salutare la terra, meritino di poter vedere tutto dall’alto senza fatica, meritino di lanciare baci a mamma e papà senza ostacoli nuvolosi. In una giornata come queste, da fotografie sorridenti con gli occhiali da sole mi chiedo fino a che punto ci si possa sentire vicini ad una persona mai conosciuta, vicini ad un dolore, svuotati di qualcosa, mancanti. Perché a 16 anni non è giusto morire dopo essere usciti con la propria migliore amica, solo per qualche centimetro, solo per qualche chilometro orario, solo perché questo doveva essere. 
Non saprei nemmeno come arrivare a San Martino, intanto Matteo accelera e mi sento in colpa per tutte quelle volte che non ho detto a papà di rallentare, e non riesco ad astenermi da un segno della croce appena vedo un cimitero. È così? In un attimo? Il tuo profilo Facebook diventa una lapide? Il tuo ultimo stato diventa un coltello, quali avresti voluto che fossero le tue parole? Sognavi anche tu come il mio ragazzo di suonare in uno stadio con la tua famiglia in tribuna d’onore?
E stimolo la capacità di non sentire quello che mi sta attorno, entro nel mio universo ovattato. L’Italia scherza con il tuo nome, torni indietro? Torna indietro, ti prego, fammi ancora credere che esista una giustizia divina, che i bambini siano sacri ed intoccabili, dimmi che ci conosceremo, dimmi che non devo piangere. 
Mi dispiace tanto.
Scusa se ti ho rubato un po’ di attenzione che devi lasciare ai tuoi cari, buon viaggio Pietro, un po’ di rock in paradiso non farà male.

Respiro, ancora. Respiriamo ancora, non smettiamo di ringraziare per quello che abbiamo e perché respiriamo.

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