Zipolite – diario di bordo 10

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Sali sull’autobus, ti aspettano nuovamente 12 ore di bus, pensi che sarà più semplice e rilassante, ormai sei allenata. Invece non hai fatto i conti con le montagne. Alla fine erano 2200 metri di altitudine e le curve si sono fatte sentire tutte.
Una nottata scomoda circa quanto quella volta in cui ho dimenticato le chiavi di casa a Casale ed ho dormito in macchina fino alla mattina dopo, evitando le zanzare e morendo di caldo.
Qui un po’ si muore di caldo, un po’ di freddo, un po’ ti vien da vomitare, se provi ad andare in bagno ti pisci sulle gambe… Insomma, siamo arrivate, scendiamo bardate da montagna ed entriamo a pie pari in una bolla d’aria calda. I negozi aperti sulla strada polverosa, Pochutla. Cerchiamo un colectivo e troviamo un taxi che per 2€ a testa ci porterà fino a Zipolite, carichiamo anche un’argentina di Mendosa che sta viaggiando per il Messico. “Solo Messico, è già un mese, ma è enorme…” Lei che vola basso, mica come noi.
Meno male che ci fermiamo qualche giorno, non ne posso già più di questi bus un giorno sì e l’altro pure.
Dal Defe prendiamo l’aereo, sì o si.
Il tedescaccio amico di Monse ci aspetta già in una bella capannina in spiaggia, adesso sì che iniziamo a ragionare.

Hippie, chiappette all’aria, connessione scadente, sabbia, l’oceano che ti sveglia, gli uccellini che cinguettano. Un posto dove vivere a piedi nudi, dove respirare senza timore, dove svegliarsi all’alba.

Per andare a Cervinia da Casale c’e 1 ora di autostrada fino a Chatillon e poi mezz’ora buona di pure curve in salita. Il tragitto tra Pochutla e Oaxaca è uguale, però la durata del viaggio dovrebbe essere di 6 ore. Ne è passata solo 1 e mezza e non ho fatto altro che chiedermi quante canzone abbia questo cazzo di cd di Ramazzotti in spagnolo, se prima o poi finiranno le curve e perché non ho socializzato con quella ragazza rasata dell’ostello.
Non so se ho vissuto appieno quella città particolare, siamo entrate in mood relax e non abbiamo calcolato più nessuno, piedi scalzi, costume tutto il giorno, nanna, pappa e sole. Avrei dovuto approfittare della spiaggia nudista e gironzolare nuda anche io? È che mi danno fastidio i granelli di sabbia anche con il costume, figurati senza. Va bene così, non devo perdere il mio igiene solo perché attorno a me girano tutti nudi, si siedono nudi con le chiappe direttamente sulla sedia del ristorante, non è il mio, però avrei potuto provare. Rischiavo solo un po’ di malattie, che problema c’era?
Però non mi perdono la mancata socializzazione con la ragazza rasata. È che era sempre con la sua amica, oppure indaffarata con i libri di spagnolo e io avevo trovato altri passatempi, non so, non ci sono scuse, non ci siamo cagate e basta, anche se in realtà ho origliato un po’ oggi mentre faceva lezione.
Non è che mi sono messa a farmi i cazzi suoi e che ho l’orecchio lungo ed eravamo a pochi metri di distanza.
Ha raccontato al suo nuovo prof che è venuta qui per la prima volta qualche anno fa, per solo 5 giorni ed ha conosciuto Costanza, la ragazza Argentina che aiuta Antonio a gestire l’ostello, adesso ha un paio di mesi liberi ed è venuta ad imparare lo spagnolo.
Non so se si sia rasata prima di partire, se normalmente sia rasata, se le sia successo qualcosa per cui ha deciso di rasarsi, però rimango sempre molto affascinata dalle donne che hanno il coraggio di rinunciare ai loro capelli. Sarà solo per questo che mi pento di non aver approfondito la conoscenza. O perché quando gli anglofoni parlano spagnolo sono così rilassanti che sentire la sua voce in spnglish mi dava molta serenità.
Chissà come si fa a decidere di passare qui interi mesi, o meglio, questo ancora lo posso capire, ma venirci a vivere non lo so proprio. Questo lembo di giungla e sabbia, alla fine di km e km di curve, affacciato su un oceano che con le correnti forti crea sempre una nebbiolina che oscura la vista. Ma soprattutto, con tutti questi hippie con tamburi e rasta, sono io che mi lascio affascinare o è normale? È che è un paese solo per loro, per forza ti viene voglia d’immedesimarti, di provare ad emularli per vedere cosa succede.
Ecco cosa succede: scalza si, ma nuda no, in vacanza si, ma a viverci nemmeno per scherzo. Due giorni in capanna. Non di più. Come cazzo ci è arrivata la sabbia fin nel letto?
Siamo viziati, si siamo viziati noi europei, noi italiani, ma il mondo è bello perché è vario. Che gli hippie vivano liberamente in questo paesino o dove si sentono più comodi, io però vorrei un materasso migliore se mi dovessi fermare più di una settimana. E magari qualche gnocco nudo, non solo vecchietti molli e rugosi.
Ciò premesso, l’oceano come sveglia è decisamente un toccasana.
Provare per credere.
Nudi con la sabbia nel culo, o vestiti, nessuno vi farà sentire sbagliati a Zipolite. Mi raccomando però, andate a parlare con le tizie rasate, che seno poi vi rimane un po’ di amarezza ed è fastidiosa.
Ma come fanno a dormire serene le persone timide? No perché io parlo anche con gli alberi e quando questo non succede una volta, guarda che cazzo di dentate alle mani che sto dando… Non ci posso credere che a qualcuno possa accadere ogni giorno.
Beh insomma pensate solo che se va male non la rivedrete più e se invece la rivedrete sarà perché non è andata poi così male. Buttatevi.
Non abbiate rimpianti, che poi per tornare a Zipolite dovete farvi altre 10 ore di curve e vi giuro che la nausea arriva dopo solo 2.
Baci

 

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