Buongiornissimo, kaffè?

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Qualche settimana fa stavo usando il mio viaggio in metro per riempire le note del mio iPhone, c’era un’aria strana dovuta alla sessione invernale, ma non solo.

Mi stavo chiedendo cosa ci fosse di diverso nell’aria, mi è venuto in mente stamattina quando sul cesso mi sono ricordata di Mattia Feltri. 
Ci sono veramente poche cose che non sono cambiate nella mia vita negli ultimi 8 anni. Da Casale ad Alessandria, da Alessandria a Siviglia, da Siviglia a Milano. Dal liceo alla 
triennale alla magistrale. È rimasta la famiglia, quella non si cambia, le ragazze, che sono anche loro un po’ famiglia, gli amici immortali, quelli della Valla e le tradizioni.
Quelli che sono rimasti lo sanno, sanno che per me la giornata non inizia se non dopo la colazione ed Il Buongiorno. Se per i comuni mortali il lunedì è tragico perché ricomincia la settimana, immaginatevi per chi prende La Stampa per poi non trovare il buongiorno e “ah cazzo è lunedì”.
Nell’intervallo con Marta, al bar da Frank, lotta con i vecchietti, in metro dal telefono. Cultura-opinioni-buongiorno.
Buongiorno anche a te!
Livelli di trash altissimi che forse alcuni ricordano con @labuonanottediDCB, salti ancora più alti quando “Dolly vai a leggere il buongiorno, Grame ti ha copiato il post”. Sto volando.
Veniva con me. Mi faceva incazzare e sorridere. Odi et amo. Però era lui: lui da solo, lui con la Gamberale, lui formato tabloid, lui giornalista, lui scrittore, lui ed il Toro…


Poi evidentemente sono arrivata a San Siro Ippodromo e la nota è stata archiviata, ma non ho potuto fare a meno di ripescarla, oggi.
Ero indecisa su cosa condividere su Facebook, più o meno come Crippa era “Indeciso se invidiare il pacco di Gabbani o Gramellini”. Non sapevo se esternare la mia delusione attraverso il video trionfale de “Il primo giorno di Massimo Gramellini al Corriere” dove si autocita e sorseggia caffè, fingendo di ridere già anticipatamente delle critiche che riceverà. Oppure avrei potuto contribuire davvero a fare pubblicità a Il caffè divulgando il primo pezzo della sua rubrica, o magari il secondo, un po’ più carino.
Per ora mi limito a pubblicare un po’ di sgomento.
Che Massimino fosse un genio del male già si sapeva, che la carriera e gli affari non debbano mai fermarsi, non lo metto in dubbio, ma questa rubrichetta mi sembra proprio uno strafalcione. Sarà l’affetto che mi fa parlare, l’attaccamento alla maglia, oppure qualcuno ha osato troppo?
Una cosa è certa: tra il Buongiorno ed Il caffè manca solo un superlativo assoluto.

In bocca al lupo Grame!

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