Da coda nasce coda
Parlatemi dell’estate. Parlatemi di streaming d’estate. Quanti elenchi di libri da leggere avete fatto? Quanti di film da vedere? Ditemi che anche voi vi sentite in un limbo, in un altrove, perché a me sembra di volare a 4 metri da terra, non sono qui, non in questo mondo, quello che penso, dico, faccio, d’estate è ultraterreno. Così, per 3 mesi all’anno, dormiamo, ci svegliamo, mangiamo, viviamo, in maniera diversa, staccandoci da terra, volando. Tutto è più leggero, d’estate, tutto ha meno peso, meno importanza, magari ci cadrà in testa a settembre, ma non importa. Le ore piccole, il tempo dilatato, ogni momento sembra più importante, più intenso. Viviamo alla giornata o nell’attesa. Quindi, che ci faccio ancora qui? Letto, ventilatore, Gossip Girl, Margaret Mazzantini, che ci faccio ancora qui? Forse l’unico viaggio di cui ho bisogno è con me stessa.
“Papà parto, mi regali quel biglietto? Uno solo, sì, uno solo, vado da sola, a cercare pace chissà dove, a cercare risposte in qualche tramonto, a scrivere, a fotografare lucertole, a mangiare schifezze, a conoscere persone nuove, strane, sorridenti. Sì tranquillo papo, ti chiamo, oh figurati, ci mancherebbe, anche se vorrei lasciare il telefono a casa, posso? Ogni sera alla stessa ora ti chiamo da una cabina, io e me. Ti prego!”
Forse è questa la conversazione ideale. Che poi non avete idea di quanto possa preoccuparsi un padre della sua femminuccia…
Flashback:
Il volto perso di papà, quando suda, quando ha paura di deluderci sbagliando qualcosa. Si mette la mani tra i capelli e allarga le braccia innocentemente, si fa un po’ piccolo nonostante la sua pancia, abbassa la voce, ma si irrita più facilmente.
Dalle finestre chiuse entrano comunque i Temper, bravo Falde.
Buona giornata Casale East Side.