
Essere o non essere Charlie
Esistono gli spavaldi, quelli che insistono, quelli che “non me ne frega un cazzo”, quelli che abusano della pazienza altrui.
È quotidianità.
“Mi danno fastidio le bestemmie, un po’ di rispetto” “va bene, porco d**”.
Esistono e li catalogo nella sezione I-Idioti.
E poi ci sono gli spiritosi.
“Mi danno fastidio le bestemmie, un po’ di rispetto”
“Oh ma certo, figlia di Dio, scusami”.
C’è una linea sottilissima, ma c’è.
Ora, è indubbio che, in entrambi i casi, la persona che ho di fronte non sappia cos’è il rispetto o lo sappia, ma decide consciamente di fregarsene. Indubbio è anche il fatto che questo genere d’individui, se si prendesse un pugno in faccia “se lo sarebbe cercato”. Indubbio, ed è qui il punto, è anche che, da me, un pugno non verrà mai sferrato. Non so perché, senso di civiltà? Rispetto anche per la stupidità? Non – violenza intrinseca? Educazione al dialogo?
Di certo, tra queste ragioni, non mi è venuto spontaneo scrivere “libertà d’espressione”. Perché dev’esserci un limite, anche alla libertà, quando la tua libertà limita la mia, quando la tua libertà diventa prevaricazione nei miei confronti. Dove finisce la mia e dove inizia la tua? Sicuramente, indubbiamente, lontano da un’arma.
Sicuramente, indubbiamente, lontano dalla ridicolizzazione.
“Ve la siete cercata” non si può sentire, non si può leggere, non si può pensare. Una persona che cerca di farsi un selfie a testa in giù oltre la ringhiera di un ponte, se la cerca, non una persona che enfatizza dei luoghi comuni. Anche se, c’è modo è modo e non si deve mai perdere di vista l’obbiettivo: dare rispetto per ricevere rispetto.
Sbeffeggiare una religione non è rispetto, enfatizzare un luogo comune, satiricamente, è al limite. Ma chi lo sceglie qual è il limite?
Io, personalmente, mi giro dall’altra parte e mando a cagare, se sono convinta di giocare su in terreno impari.
Loro, in prima persona, prendono un kalashnikow e mandano nell’aldilà.
L’ignoranza è una brutta bestia. Ma come si sconfigge? Forse non così. Non deridendo e schernendo persone che non hanno senso dell’ironia.
Del resto, ad una cena, la smetti di fare battute, se i tuoi interlocutori non ridono, o no?
È vero anche che è pieno di vignettisti che fanno satira sulla religione cristiana. Ed io non mi sento offesa da ciò, anzi, mi capita di riderci su. Humor? Senso dell’umorismo? Qualche capacità intellettiva in più? Credo sia solo questione di educazione, nel senso di “educazione ricevuta”, cultura, attitudine.
Sono molto combattuta.
Ma su una cosa sono certa: se m’insultamo la mamma li mando a fanculo, ma un pugno non lo sferro. Senò sarebbe lecito pensare che se insultano il mio Dio, io li debba ammazzare, o per lo meno, prendere a pugni. E questo non lo credo.
Resto comunque molto combattuta.
