Cancun – diario di bordo 4

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Viva México cabrones!
Dopo pelo e contropelo al controllo passaporti credo, anzi sono sicura, di aver detto un sacco di cazzate, speriamo di non essere così sfigata da meritare un controllo random.
Manco agli esami ero così tesa. Non sappiamo dove andiamo, né per quanto, inventiamo tutto, cosa devo dirti? Aiuto, non ho studiato, ma tac, timbro. I’m in!

Questo Messico non è mica come me lo aspettavo, Cancun sembra la versione messicana di Miami, con persone carinissime, spiagge più belle e couchsurfer che vivono in torri da migliaia di dollari e ci accolgono come ambasciatrici.
Ken è il nostro couch per una notte, un ragazzo di 30 anni circa, belga, che vive a Cancun da 7, ha un bambino in Belgio, lavora da casa e passa 2/3 ore al giorno in palestra. Stava vivendo negli States quando ha scoperto la riviera Maya e come biasimarlo…

Guacamole e arrachera. Dopo un anno a Siviglia in mezzo a messicani finalmente sono a casa loro. Ed è tutto così piccante.

Il cielo è ancora nuvoloso, ne approfittiamo per andare a comprare un po’ di must have come attak, moschettoni e colazione per i prossimi 5 giorni. Dove li troviamo? Al supermercato. In un vero supermercato! A Buenos Aires non ci sono veramente supermercati, non i grandi ipermercati che ci sono in Europa, ci siamo abituate a fare la spesa come la facevano le nonne: la frutta dal fruttivendolo, la carne dal macellaio, il pane dal panettiere, i super sono estremamente cari, quindi tutto il resto lo prendiamo al chino. Praticamente l’Esselunga quando tornerò sarà un parco giochi. Vittime del consumismo? Probabilmente dei nostri studi. Mi diverto troppo a studiare i prodotti, le nuove edizioni, il posizionamento negli scaffali, a fare affari. Perse.

Come ci hanno raccomandato di non fare saliamo su una macchina di uno sconosciuto che si offre, dopo avergli chiedo indicazioni, di portarci fino alla spiaggia. Playa delfines. La domanda che ci sorge immediatamente spontanea è “ma perché cavolo siamo state 10 gironi a Cuba quando il paradiso era a pochi km?”. Il nostro super autista è papà di 2 gemelli eterozigoti che stanno guardando Star Wars in inglese e non vogliono i sottotitoli perché la voce gli piace troppo, quindi “papà sube el volume!”. Ci siamo fidate perché abbiamo visto i bimbi, perché la macchina era degna di fiducia, insomma non siamo state così sconsiderate ed abbiamo fatto bene. Alla nostra età il bomberone si è fatto 3 mesi zaino in spalla in giro per l’Europa, vuole tornare, ci augura il meglio. Grazie, grazie perché è grazie a persone come te che questo Messico regala emozioni fin da subito.

Piove, le nuvole di spostano, il cielo si apre, il mare è un bicchier d’acqua, c’è un ragazzo che tira in dentro la pancia per farsi un selfie, ragazzine che fanno il bagno vestite, la raccolta differenziata in spiaggia.
Io non me l’aspettavo così il Messico, sarà Cancun un mondo a parte, vedremo, ricominciamo.

 

Qui prossimamente potrete trovare un po’ di foto della city e qui un po’ di tips per organizzare il vostro viaggio!

 

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