Ci morireste?

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Non so voi, ma io mentre volo ho bisogno di leggere. Sarà che esagero, ma per una settimana ho portato 3 libri, la paura di restare senza era troppo forte. I movimenti, anche turbolenti, dell’aereo, convogliano la mia concentrazione sulle righe. Ne ho talmente bisogno che su un volo per Londra, in mancanza di altro, ho letto tutto il manuale della patente.
Non so voi, magari siete di quelli che ascoltano la musica e canticchiano, oppure dormite con la bocca aperta, incuranti di chi vi vede, o ancora giocate con le luci ed andate 15 volte al bagno, facendo impazzire il povero malcapitato accanto a voi. Io leggo. Da quando arrivo in aeroporto a quando arrivo all’albergo.
E non c’è niente di strano, fin qui. Non è strana nemmeno la collezione di foto pre-partenza alle mie cosce che fanno da letto al volume prescelto per il viaggio, tutto nella norma.
Ma chi di voi appartiene alla famiglia dei lettori-in-volo, si ricorda le emozioni suscitate da quel determinato testo?
No perché credo di avere un problema.
Ad un certo punto del volo, ogni volta, mi fermo e penso di avere il libro sbagliato in mano.
E se adesso cade? Che almeno bruci, così non scoprono che stavo leggendo un romanzo così superficiale. Che si perda il segnalibro, almeno non mi compatiscono perché a questo punto non posso nemmeno aver capito chi è il killer. Ma vaffanculo, che non cada questo maledetto aereo perché non voglio morire leggendo come ultime parole “L’estate è un sentimento.
E ognuno lo vive a modo suo.”
Va bene Cammilli, ok, ma io non voglio morire con un tuo libro in mano. Almeno potevi sforzarti un attimo di più su questa frase riguardante la fantomatica estate brava di queste due gnocche milanesi. 
Non ho ancora trovato un libro con il quale morirei. E se l’ho trovato non lo stavo leggendo in volo, quindi le probabilità di morire erano quotate -1,25 e non c’era nemmeno il brivido.
Ritento con il ritorno, Giorgio o Max, fatemi morire felice, se così dev’essere.
Fatto sta che, se non le avete ancora archiviate nei ricordi, è il momento di iniziare: trattenete il brivido, non come quelli che russano.

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