Perché meno avrai e più sarai bravo a donare

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C’è una giornata all’anno in cui striscio senza ritegno e non per me, si dà il caso che quel giorno fosse oggi: la domenica prima di Natale. Quando ormai allo studio si può soprassedere ed il clima di festa m’invade, invade le strade e le persone. Me ne esco da sola, con mille programmini, che prontamente si rivelano fallimentari. Uno schemino accurato sull’agenda: mamma -> regalo, papà -> regalo […] e poi cambio idea, una, due, tre volte e ancora, mi faccio tenere le cose per 10′ “se non trovo altro”. Mi prefiggo un tetto massimo, che puntualmente sforo, con un “chissene frega, è Natale, se non adesso quando?”. 
È Natale. 
Non posso trattenermi, devo per forza svuotare il portamonete nella custodia del violino, davanti a quei 3 artisti. È Natale e già immagino le facce delle mie amiche quando apriranno il regalo, quelle fenomenali che me lo apriranno sotto al naso, subito, impazienti e quelle che, come me, lo riporranno sotto l’albero, in attesa. Immagino loro, cercarlo per me. Immagino la mamma, che pensa sempre di aver trovato il regalo giusto e magari fa cagare, ma non si può dire e poi cosa importa? È Natale, una cazzata in più, non fa mai male. Ci sono regali studiati, regali dell’ultimo minuto, regali piccolissimi, ma con un enorme valore, regali grossi e regali da riciclare. Immagino i vostri occhi, pieni di curiosità, tentati fino al 25, tentatissimi e poi sorridenti, grati, contenti, dopo aver stropicciato la carta o dopo averla accuratamente ripiegata, per riciclare anche quella. E allora scelgo bene anche la carta.
Vedo mani che volano sugli scaffali, c’è un po’ di agitazione nell’aria, mentre io invece la vivo benissimo, non ho ancora comprato nulla e mi guardo attorno, in attesa dell’idea vincente, di quella convincente, di quella utile. Mi sento un po’ come i mariti che si rannicchiano negli angoli dei negozi, sulle panchine degli outlet,  per cercare d’ingombrare il meno possibile e nella speranza che le mogli non li vedano o almeno non l’interroghino, mi rannicchio dentro di me, canto a voce alta, sorridendo come un ebete e auguro “Buon Natale” a chiunque ricambi il mio sorriso. È Natale, mi tornano in mente tutti i regali fatti, che in un giorno qualsiasi dell’anno, ho visto usare, i regali utili, apprezzati e sfruttati. Così trovo altre idee stupide, ma utili e vado alla caccia. Il bottino è ricco, la tavola imbandita e torno a casa felice. Finalmente in clima natalizio, finalmente pervasa. Speranzosa, anche quest’anno, che Natale sia un pretesto per avvicinare e condividere, più del Natale scorso e meno del prossimo.
Non so se sia più bello riceverli o farli, i regali, a Natale. So invece con certezza che, dopo questo pomeriggio, il sorriso non me lo toglierà nessuno, da qui al 25 almeno!
Buon Natale a tutti i generosi, che decidono di regalarsi, ogni giorno.

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