Possiamo cambiare il mondo dal nostro divano

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“Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.

La prima volta avevo letto questa frase in un album di citazioni di film sul profilo Facebook di Michele. Poi ne ho trovato il primissimo portavoce: Ghandi.

È una frase stracitata, abusata, scritta sui muri, ci sono persone che la tatuano addirittura. 

Abbiamo l’occasione proprio oggi di fare quella differenza, di essere noi in prima linea, di essere quel cambiamento. 

Vi rendete conto? Vi basta stare seduti sul divano di casa per poter cambiare positivamente le sorti del mondo. Vi siete mai sentiti così potenti?

Si perché di fronte ad un virus che si espande a macchia d’olio, si può ridere e scherzare, fare humor e non pensare, solo perché ci si sente profondamente impotenti e allora… vale tutto.

Fuori dal sarcasmo però non vale tutto, al di là della battuta abbiamo il potere ed il dovere di non fare minchiate.

Non elenchiamo le mancanze del nostro governo, non soffermiamoci sugli errori, siamo qui, oggi e dobbiamo fermarci. Forse fermeranno 1 regione ed 11 province? Non basta. 

Dopo il fuggi fuggi di notizie e persone di questa sera ciò che si voleva contenere per arginare i danni è stato spostato, chi ha preso un treno stracolmo di persone ha firmato il ricovero della nonnina del piano di sotto del paesello a migliaia di km da Milano. Se il paesello ha un ospedale con una terapia intensiva per la nonna. Altrimenti potrebbe aver firmato la sua condanna a morte. “Tanto muoiono solo i vecchi no?” Quali vecchi? Ma soprattutto, quanti vecchi? Perché in Italia ci sono 13,6 milioni di persone (22,6% del tot) di persone >65 anni e 4 milioni 207 mila (7% del tot) con 80+, sono sacrificabili?

Spostarsi significa creare nuovi focolai. Nuovi focolai significa una quarantena a catena: questa settimana in Lombardia e la prossima in Piemonte e così via, trascinando il problema ed il virus nel tempo e nello spazio.

Fermiamoci.

Non aspettiamo che ce lo ordini qualcun altro. Fermiamoci qui ed ora. Cerchiamo di essere adesso il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo. Non pensiamo al nostro culo, al posto in cui saremmo più comodi a vivere i prossimi 20 giorni, pensiamo a chi vorremmo avere accanto in questo momento e stiamogli lontano. 

Preserviamo l’umanità.

Preserviamoci.

Amiamoci.

Rispettiamoci.

Arriviamo prima dello Stato, anche dove lo Stato non arriva.

Siamo noi, adesso, a cambiare il mondo.

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